Classificazione dei Rifiuti

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I rifiuti si dividono in due grandi categorie:

  1. Rifiuti Urbani
  2. Rifiuti Speciali

Rifiuti Urbani: sono quei rifiuti che provengono da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione e dalle aree pubbliche, in particolare

  • a) i rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione;
  • b) i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di cui alla lettera a), assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità, ai sensi dell’articolo 198, comma 2, lettera g);
  • c) i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade;
  • d) i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d’acqua;
  • e) i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali;
  • f) i rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni, nonche’ gli altri rifiuti provenienti da attività cimiteriale diversi da quelli di cui alle lettere b), c) ed e)

Rifiuti Speciali: sono quei rifiuti che provengono da locali e luoghi destinati alle attività produttive, in particolare:

  • a) i rifiuti da attività agricole e agro-industriali;
  • b) i rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonche’ i rifiuti pericolosi che derivano dalle attività di scavo, fermo restando quanto disposto dall’articolo 186;
  • c) i rifiuti da lavorazioni industriali, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 185, comma 1, lettera i);
  • d) i rifiuti da lavorazioni artigianali;
  • e) i rifiuti da attività commerciali;
  • f) i rifiuti da attività di servizio;
  • g) i rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi;
  • h) i rifiuti derivanti da attività sanitarie;
  • i) i macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti;
  • l) i veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti;
  • m) il combustibile derivato da rifiuti;
  • n) i rifiuti derivati dalle attività di selezione meccanica dei rifiuti solidi urbani.

La differenza tra queste due categorie è molto sottile in quanto non coinvolge esclusivamente la qualità e la quantità del rifiuto, ma in maniera particolare la provenienza.

Esempio: Silvia compra un paio di scarpe nuove, deve dunque disfarsi della scatola in cartone (imballaggio). Quindi il suo rifiuto verrà immesso nel circuito di raccolta pubblico in quanto la provenienza è di tipo domestico, deriva dunque da casa di Silvia. Possiamo dire che il rifiuto è URBANO.

Prendiamo adesso in considerazione l’opzione in cui Silvia lasci la scatola di cartone al negoziante, oppure che il negoziante debba disfarsi di cartone (imballaggio). In questo caso il negoziante è un’Attività Commerciale, per cui quella stessa scatola che a casa di Silvia era un rifiuto Urbano è appena diventato un rifiuto SPECIALE.

Per ovviare a tali eccessi imposti dalla normativa, successivamente sono stati pubblicati i criteri di Assimilazione dei Rifiuti Speciali a quelli Urbani.

Un’altra classificazione molto importante che interessa i rifiuti è quella che coinvolge sia i Rifiuti Urbani che quelli Speciali, infatti essi possono anche essere:

  1. Rifiuti Pericolosi
  2. Rifiuti non Pericolosi

Questa classificazione interessa solamente la qualità del rifiuto e la sua caratterizzazione chimico-fisica.

In conclusione possiamo dire che i rifiuti si dividono in:

Rifiuti Urbani

  • Rifiuti Urbani Pericolosi
  • Rifiuti Urbani non Pericolosi

Rifiuti Speciali

  • Rifiuti Speciali Pericolosi
  • Rifiuti Speciali non Pericolosi

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