Principi di Assimilabilità

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Rifiuti Urbani per Assimilazione e Assimilazione dei Rifiuti Speciali agli Urbani

In base all’art. art. 198, comma 2,  lett. g), richiama l’Art. 195 comma 2 lettera e):

 

La determinazione dei criteri qualitativi e quali-quantitativi per l’assimilazione, ai fini della raccolta e dello smaltimento, dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani, derivanti da enti e imprese esercitate su:

  • aree con superficie non superiore ai 150 metri quadri nei comuni con popolazione residente inferiore a 10.000 abitanti,
  • aree con superficie non superiore a 250 metri quadri nei comuni con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti.

Non possono essere di norma assimilati ai rifiuti urbani i rifiuti che si formano nelle aree produttive, compresi i magazzini di materie prime e di prodotti finiti, salvo i rifiuti prodotti negli uffici, nelle mense, negli spacci, nei bar e nei locali al servizio dei lavoratori o comunque aperti al pubblico.

e successivamente modificata dalla lettera a) e b), comma 26 art. 2 del D.Lgs n. 4/2008  e s.s.m.m.i.i. (vedi anche legge 166 del 2009 e legge 214 del 2011):

La determinazione dei criteri qualitativi e quali-quantitativi per l’assimilazione, ai fini della raccolta e dello smaltimento, dei rifiuti speciali e dei rifiuti urbani. Ai rifiuti assimilati, entro un anno, si applica esclusivamente una tariffazione per le quantità conferite al servizio di gestione dei rifiuti urbani. La tariffazione per le quantità conferite che deve includere, nel rispetto del principio della copertura integrale dei costi del servizio prestato, una parte fissa ed una variabile e una quota dei costi dello spazzamento stradale, e’ determinata dall’amministrazione comunale tenendo conto anche della natura dei rifiuti, del tipo, delle dimensioni economiche e operative delle attività che li producono. A tale tariffazione si applica una riduzione, fissata dall’amministrazione comunale, in proporzione alle quantità dei rifiuti assimilati che il produttore dimostri di aver avviato al recupero tramite soggetto diverso dal gestore dei rifiuti urbani. Non sono assimilabili ai rifiuti urbani i rifiuti che si formano nelle aree produttive, compresi i magazzini di materie prime e di prodotti finiti, salvo i rifiuti prodotti negli uffici, nelle mense, negli spacci, nei bar e nei locali al servizio dei lavoratori o comunque aperti al pubblico; allo stesso modo, non sono assimilabili ai rifiuti urbani i rifiuti che si formano nelle strutture di vendita con superficie due volte superiore ai limiti di cui all’articolo 4, comma 1, lettera d), del decreto legislativo n. 114 del 1998. Per gli imballaggi secondari e terziari per i quali risulti documentato il non conferimento al servizio di gestione dei rifiuti urbani e l’avvio a recupero e riciclo diretto tramite soggetti autorizzati, non si applica la predetta tariffazione. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, d’intesa con il Ministro dello sviluppo economico, sono definiti, entro novanta giorni, i criteri per l’assimilabilità ai rifiuti urbani.

La modificazione apportata dal D.Lgs. n. 4/2008 è proprio quella di non legare più i principi di assimilazione quali-quantitativa ai metri quadrati (che erano strettamente correlati con i sistema di tassazione – T.A.R.S.U.),  ma di correlarli solamente al “nuovo” sistema di tariffazione dei rifiuti urbani (T.A.R.E.S.) che in base al D.Lgs n. 201/2011 dovrebbe entrare in vigore dal 1^ gennaio 2013.

Sempre in base all’Art. 198, comma 2, lettera g) , la competenza di regolamentare i principi di assimilabilità dei rifiuti Speciali agli Urbani è del Comune Territorialmente Competente:

Competenze dei Comuni:

L’assimilazione, per qualità e quantità, dei rifiuti speciali non pericolosi ai rifiuti urbani, secondo i criteri di cui all’articolo 195, comma 2, lettera e), ferme restando le definizioni di cui all’articolo 184, comma 2, lettere c) e d).

La Regione Sardegna ha comunque effettuato il recepimento in materia nella Deliberazione n. 75/18 del 30.12.2008.

I Comuni invece devono regolamentare l’Assimilabilità dei Rifiuti Speciali agli Urbani, nel “Regolamento di Igiene Ambientale”.

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